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Questa sera potrebbe essere di nuovo una notte magica come quel 9 giugno 1990, quando l'Italia disputava la prima partita del quattordicesimo mondiale di calcio. Quella sera di 24 anni fa la tensione era altissima, grande era l'aspettativa. L'Italia ospitava il campionato e nei miei sogni di bambino di dieci anni doveva vincere la coppa del mondo. Quella sera alle ore 21 allo stadio olimpico di Roma iniziava il debutto contro l'Austria di Anton Polster, dal quale uscimmo vincitori grazie ad una sospirata rete al '78 minuto di Totò Schillaci.
Fu l'inizio di un mese fatato, all'epoca la nazionale italiana schierava la crème del campionato nazionale, nomi illustri che ancora risuonano negli annali. Contro c'era il Brasile di Zico e Dunga, la Germania ancora divisa di Lothar Matthäus e Jürgen Klinsmann e l'Argentina di Diego Armando Maradona. In Europa c'era l'Olanda di Ruud Gullit e Marcel Van Basten. La lista è ancora molto lunga.
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La nostra amicizia era iniziata il pomeriggio del venerdì 11 giugno 1999. Stavi sulla mia mano ed eravamo venuti a prenderti nel pomeriggio perché i tuoi padroni non potevano tenerti. Eri nato il 31 marzo 1999 a Cascina Grossa, un paese di campagna verso Predosa, da una grossa gattona dalla quale hai ereditato la struttura fisica. Tuo fratello non era sopravvissuto ai pericoli della vita di campagna ma tu eri più cauto e più prudente. Quel venerdì di quattordici anni fa io ero in casa che studiavo perché quell'anno l'esame di maturità mi attendeva da lì a pochi giorni.
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Sembra uno scherzo, ed in effetti lo è. L'opera goliardica è costata cara al ventinovenne di Bosco Marengo in provincia di Alessandria, che la notte di Natale scorsa ha fatto ingresso nella chiesa di San Felice a Frugarolo (AL) durante la funzione religiosa vestito da Darth Vader, il Jedi oscuro della saga di Star Wars, percorrendo la navata laterale fin quasi sotto l'altare. Il giovane ha ammesso essersi trattato di una "cavolata che non rifarebbe più" ma il pentimento nulla è valso per evitargli una denuncia per interruzione di funzione religiosa. Il giovane è stato fermato da due carabinieri fuori servizio che l'hanno seguito fuori dalla chiesa. Il movente di questo gesto di scarso gusto sembra essere una scommessa. Vestirsi da Darth Vader e sfilare in modo irriverente in luoghi pubblici sembra essere un vero tormentone, una moda che abbiamo importato dall'America e che immediatamente abbiamo cercato di imitare, ma con scarso successo.
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Quasi in sordina è trascorso il 21° anniversario della Caduta del Muro di Berlino. Avevo 9 anni il 9 novembre 1989 e non immaginavo che quella data avrebbe segnato la fine di un epoca, della Guerra Fredda e dell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche come ce le avevano insegnate a scuola. Da lì a poco, il 3 ottobre 1990 la Germania sarebbe diventata un'unica repubblica federale e lo smantellamento della Cortina di ferro avrebbe lentamente sgretolato la potenza sovietica. Nel giro di pochi anni la Jugoslavia di Tito, smembrata negli stati della Bosnia Herzegovina, Croazia, Slovenia, Serbia, Kosovo, Montenegro e Macedonia, sarebbe andata a costituire l'attuale penisola balcanica.
Da un anno all'altro i libri di geografia diventarono obsoleti, le cartine con su scritto DDR, URSS e Jugoslavia suonavano come anacronismi. A dieci anni non ce ne rendevamo conto, ma fu un po' come vivere all'indomani della scoperta dell'America. In quei giorni immagini di pace e fratellanza furono diffuse da tutti i media mentre il comunismo incassava il colpo più duro della sua storia. Sembrava di essersi liberati di ogni male.
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Tutto iniziò la notte tra il 5 ed il 6 novembre 1994. Pioveva incessantemente da giorni su tutto il Piemonte, ricordo che in quei giorni si vedeva benissimo il fiume scorrere a filo dell'argine dalla finestra del bagno di casa. Il fiume Tanaro era uscito dal proprio letto ed aveva allagato la pianura circostante fino ad arrivare a lambire l'argine che proteggeva le case. Qualche temerario si spingeva fino alla piazzola di ormeggio delle barche da pesca, nel punto dove l'argine terminava per cedere il passo ad un breve tratto di strada privata che conduceva in Lungo Tanaro Magenta.
Il fianco del fiume era gremito di gente, anziani per la maggior parte, che monitoravano costantemente l'innalzamento del fiume ed elaboravano congetture sulle possibilità di un'esondazione. Quindici anni dopo arriva la sentenza: l'alluvione che ha colpito Alessandria la mattina del 6 novembre 1994 è stata colpa dello storico Ponte Cittadella, che avrebbe ostruito lo scorrere del fiume impedendo il deflusso delle acque e causando il disastro. Ma è andata davvero così?


