Fright Night (Microdeal, 1988)Fright Night (di Steve BaK, 1988, Microdeal) entra a pieno titolo nel novero dei giochi che mi hanno tolto il sonno in età preadolescenziale. Da appassionato e gran cosumatore di film horror qual ero non saltavo un venerdì con Zio Tibia, grazie al quale conobbi il film Ammazzavampiri (1985, Tom Holland). Il titolo originale era Fright Night, film al quale il videogioco era chiaramente ispirato. Il gioco si apre con una veduta spettrale di una magione in perfetto stile coloniale americano. La colonna sonora, per quanto oggi possa essere considerata rudimentale, era molto sofisticata nel 1988 e faceva accapponare la pelle. A mettere la ciliegina sulla torta contribuiva la voce digitalizzata che sullo sfondo della locandina recitava "Velcome to fright night", riproducendo volutamete un accento est europeo, accompagnato da una macabra musichetta e da una risatina diabolica. Il tema era chiaramente quello del vampiro.

Il gioco inizia la notte del lunedì e ci vede vestire i panni di Gerry Dandridge, il vampiro della porta accanto che, destatosi dal suo sonno giornaliero nella sua cripta, esce e si avventura per le stanze ed i corridoi di casa sua alla ricerca di incauti visitatori di cui nutrirsi. Essi sono infatti i vicini di casa che vogliono liberarsi di Gerry perché non lo vogliono come dirimpettaio.

Scopo del gioco è sopravvivere inFright Night - si avvicina un fantasma un crescendo di scenari sempre più impegnativi. All'inizio il gioco è relativamente semplice. Le vittime sono poche e decisamente sprovvedute, occasionalmente lanciano oggetti come simboli sacri, bibbie, teste d'aglio, acqua santa e roba simile. Man mano che passa il tempo il vampiro esaurisce progressivamente la propria energia vitale, quindi è spinto a cercare le proprie vittime nel minor tempo possibile. Succhiando il loro sangue infatti, si ripristina parte dell'energia vitale persa, rappresentata dalla faccina del vampiro nella parte bassa centrale dello schermo. Un ideogramma della luna ci mostra anche lo stato di avazamento dell'alba. Il giro per le stanze va ultimato prima del sorgere del sole. Il terzo simbolo, una stella a sei punte che cambia colore, ci indica il livello di fede/difficoltà del personaggio incontrato. Più il colore è chiaro maggiori saranno i problemi.

Una volta scovate tutte le vittime possiamo fare ritorno alla cripta, dove potremo riposare per il giorno e saremo rigenerati completamente prima di iniziare una nuova dura notte di lavoro.

Fright Night - una vittima è caduta nelle nostre grinfieIl giorno seguente, martedì, alcune cose cambiano. La difficoltà raggiunge un livello autopunitivo. Improvvisamente la casa si espande, nuove scale conducono a nuovi piani, nuove stanze e altri visitatori. Questa volta però le vittime mostrano migliori doti di lancio di oggetti, fantasmi dalle cattive intenzioni si aggirano per casa e attraversano le stanze con traiettorie non sempre uguali (esistono un paio di varianti a complicare le cose) e braccia di zombie emergono improvvisamente dal pavimento in punti casuali. Contro fantasmi e zombie il vampiro è completamente inerme e l'unica strategia che funziona è evitarli saltando o abbassandosi in ginocchio. Tutti questi loschi figuri hanno l'unico scopo di uccidere il padrone di casa. Di per sé sembra proprio un controsenso che il vampiro debba superare simili difficoltà proprio in casa sua, dove dovrebbe essere più forte, invece quegli spiriti sono proprio i fantasmi delle precedenti vittime di Gerry, tornate per vendicarsi.

Purtroppo, a causa dell'età del gioco e dei limiti tecnologici del 1988, le rom oggi in circolazione incorporano molti difetti grafici. Essendo esse la riproduzione fedele dei floppy disk allora in circolazione, alcuni settori possono essere danneggiati e la grafica apparire corrotta o poco chiara. Alcuni sprite degli incauti ospiti infatti appaiono offuscati. Essi sono 6 in tutto:

  • Una giovane donna in vestaglia da notte;
  • Un baldo giovane col maglione blu;
  • Un ragazzo itterico col giubbotto verde e i capelli rossi cotonati;
  • Un uomo anziano, il cacciatore di vampiri, in abito completo viola;
  • Una donna isterica in camicia bianca e gonna rossa;
  • Una avvenente bionda in abito verde attillato.

A livello grafico, gli ospiti della casa sembrano proprio ispirati ai personaggi del film di Tom Holland. A parte questi dettagli la grafica, a cura di Pete Lyon, era molto ben curata anche se ogni tanto scattava un po'. Gli effetti sonori e le musiche digitali di David Whittaker creavano un'atmosfera in perfetto stile horror. Le note di un organo a canne accompagnano il nostro ingresso in certe stanze mente ogni tanto un ululato squarcia il silenzio della notte. Quando l'energia vitale cala oltre una soglia critica sentiamo forti le pulsazioni di un cuore, il nostro, che lotta per sopravvivere.

Infine, per chi dispone di un'estensione di memoria, il gioco la rileverà e caricherà della grafica ulteriore.

Nel complesso, giocato nel 2013, Fright Night rimane un bel giochino. Ottima atmosfera e grande giocabilità anche se eccessivamente difficile e in breve tempo un po' ripetitivo. Unico neo: sfortunatamente sembra che non esista una fine. Il gioco proseguirà all'infinito finché non perderete o vi stuferete.